Cos’è un piallaccio di legno? A cosa serve?

Devi scegliere un legno per il tuo progetto di interni? allora è necessario conoscere la lavorazione del piallaccio di legno e avere le idee più chiare sul suo impiego.

Caro lettore, il piallaccio, come sai anche solo a grandi linee, è un foglio di legno, ma non è una faccenda solo “da falegname”, ma riguarda soprattutto l’architetto, e non è affatto complicato come può sembrare. Chissà perché, il legno mette sempre un po’ soggezione. Forse perché siamo al cospetto di un materiale sempre vivo, misterioso e nobile come lo sono i doni della Terra? Probabilmente, qui entrano in gioco meccanismi inconsci che ci portiamo dietro, ben nascosti ma sempre presenti, sin dai primi passi che l’uomo ha mosso sulla Terra, (ma questa, per quanto intrigante,  è un’altra storia!!)
Molto semplicemente, il piallaccio è un foglio di legno sottile ottenuto dalla lavorazione di un tronco.
Il piallaccio ha uno spessore convenzionale di 6/10 di millimetro e viene incollato (tramite impiallacciatura) su un supporto come pannello in MDF, truciolare, multistrato.

Breve storia di un’invenzione epocale per l’industria del mobile
Il piallaccio compare all’inizio del 900 in Italia, dopo che le prime macchine per ottenerlo furono adottate negli stati Uniti e in Francia.
Se pensi che 1 mq di legno massiccio di 3 cm di spessore corrisponde a 50 m² di piallacci, da questo puoi dedurre quanto sia stata provvidenziale la sua invenzione per ottimizzare l’impiego del legno:
é stato possibile produrre mobili più leggeri e meno costosi, l’industria si è spostata dal massello ai pannelli leggeri (compensato, MDF, truciolare)

E soprattutto…
La tintorìa del piallaccio nello spessore della fibra, attuata per immersione nella soluzione tintoria, ha soppianta la “coloritura” artigianale superficiale che non poteva essere uniforme